
Presenta: L’amore e altri luoghi impossibili Aylet Waldman Rizzoli
Il romanzo di questa scrittrice americana è ambientato a New York.
La città fa da sfondo alla storia e ne è anche protagonista.
In particolare il suo cuore verde Central Park. Il famoso parco è vissuto da Emilia come luogo di rifugio e di ricordo, esso rappresenta il centro stesso della sua vita emotiva.
Se la storia si snoda fra lussuosi appartamenti, ristoranti, studi professionale è qui, nel parco, che la vita dei personaggi conosce e fa conoscere l’animo umano.
Beatrice sembra aver smarrito ogni capacità d’amare da quando la sua bambina è mora dopo pochi giorni di vita.
L’affetto del marito, dei genitori arriva addosso a lei come l’intrusione in una animo ormai deserto.
Anche la calorosa vicinanza degli amici, per quanto libera da rancori e implicazioni emotive forti, non riesce ne a distrarla ne a coinvolgerla.
La chiave della sua solitudine è William, il bambino che suo marito ha avuto da un precedete matrimonio. Ha cinque anni ma sembra già sapere tutto, la sua fame d’amore, il bisogno di stabilità, lo rendono diffidente, talvolta crudele verso la matrigna.
In questo romanzo, impostato secondo uno schema classico da fiaba, emerge una nuova chiave di lettura. Beatrice attraversa il dolore ed allontana da se gli altri. Severa giudica e rende chi le è amico un nemico, ma impara piano, attraverso lo sguardo del figliastro, di nuovo la compassione e l’amore che ne deriva.
In alcuni tratti il libro risente di quegli stereotipi americani così abituali in film e serie televisive ma nelle pieghe del racconto emerge con chiarezza un messaggio positivo che ne rende valida la lettura, nessuna salvezza può venire dall’esterno se non si hanno gli occhi del cuore ben aperti per poterla cogliere.
Daniela Palmieri










